Durante Cartoocomics sono rimasto piacevolmente colpito da un corto denominato "Zabaiot the motorized robot", un omaggio alle serie Giapponesi anni '70 molto divertente e riuscito.
Da notare la presenza di Romano Malaspina come voce narrante e dei Superobots, già autori di tantissime sigle di cartoni, curatori della colonna sonora.
Mi sono ducumentato un pò e ho scoperto che dietro questo lavoro c'è Atom Production, ho pensato così di lanciarmi in un'intervista al volo a questo giovane gruppo di produzione per saperne di più:
Parlatemi un pò di Atom Production, come siete nati, quali sono i vostri obiettivi.
Atom production nasce dalla passione per il mondo del cinema dei suoi soci, Alessandro, Riccardo e Francesco; la voglia di comunicare e di proporre idee diverse da quelle “commerciali” a cui ormai siamo abituati ha fatto partire la difficile produzione di cortometraggi, mediometraggi, teaser e fan video rigorosamente a costo “zero”, che hanno avuto buoni successi di pubblico e di critica; la nostra mission è quella di proporre le nostre idee come serial televisivi o web e di riproporre e far scoprire i temi e i miti che più ci hanno colpito durante l’adolescenza.
Zabaiot è un'opera sicuramente interessante e originale, ho notato molti spunti dalle varie serie classiche giapponesi degli anni 70. Quali sono quelle che più amate e a cui vi siete ispirati?
Siamo sicuramente “Nagaiani”, però la passione si estende più o meno per tutto il panorama dei fumetti, degli anime e dei cartoon; basti pensare che siamo stati i fondatori di uno dei primissimi fan club dei fumetti giapponesi “atom nippon club” a Prato e che già nei primi anni ’90 stavamo mettendo in piedi una stretta collaborazione con importanti realtà (tra cui Yamato video).
Quali sono state le difficoltà maggiori nell'affrontare questo tipo di progetto.
La realizzazione di prodotti a costo “zero”, che poi zero non è mai, risulta molto difficile: oltre alla nostra passione si deve sommare quella di altri “volenterosi”, dato che girare un prodotto come “Zabaiot” richiede attori, tecnici, costumisti, scenografi e attrezzature anche molto costose; anche se la maggior parte del lavoro e degli investimenti viene dai soci stessi, difficoltà di per se non da poco, si può dire che lo scoglio maggiore è trovare collaboratori e attori volontari e disponibili all’impegno, seri, costanti duranti le riprese.
Avete intenzione di farne una serie o è solo un episodio a sè?
Zabaiot è un “pilota”, quindi il suo scopo è proprio quello di essere la proposta per un futuro serial televisivo o web: stiamo gia lavorando per trovare investimenti e cogliamo l’occasione per pubblicizzare il nostro intento: chiunque sia interessato può contattarci!
Quando sarà commercializzata l'opera?
Come da precedente domanda non verrà commercializzata, a meno che non si trovino gli investimenti per far decollare l’idea come serial.
Come avete coinvolto il grande Romano Malaspina?
Direttamente sul nostro sito http://www.atomproduction.it/zabaiotappr.html ci sono delle foto e una breve descrizione dell’incontro per il doppiaggio, dell’amicizia e della collaborazione con il grande Romano Malaspina.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Sempre sul nostro sito è visibile “Viva Bud”, teaser per un futuro mediometraggio sul mondo “Bud e Terence”, tra le altre cose il progetto è in collaborazione con il sito www.budterence.tk che invitiamo a visitare e dove potrete vedere una interessante intervista che abbiamo girato in esclusiva con Bud Spencer; inoltre ci sono delle grosse novità sempre legate al mondo anime giapponesi e non solo…visitateci spesso su www.atomproduction.it perché verranno messe quanto prima delle foto dei set e dei progetti in corso!
Ringrazio il team di Atom Production e in particolare Alessadro Pretelli per la cortese collaborazione.
Quella di seguito è un’intervista che mi ha concesso il grande Fabrizio Mazzotta in questi giorni, lo voglio davvero ringraziare per la sua gentilezza e per l’estrema umanità che mi ha dimostrato.
Per quei pochi che non sanno chi è Mazzotta vi dico solo che è uno dei doppiatori più attivi e precoci del panorama Italiano, ha doppiato la stragrande maggioranza di Anime arrivati nel nostro paese ed è un bravissimo direttore del doppiaggio, nonché cultore di fumetto, cinema e tanto altro.
Se volete farvi un’idea delle serie a cui ha lavorato vi consiglio questo sito:
Detto questo vi lascio all’intervista, spero vi piaccia:
Mi piacerebbe che mi parlassi un pò di te, come hai iniziato ad avvicinarti al doppiaggio, quali sono stati i tuoi studi.
Ho iniziato da bambino, all’età di quattro anni circa, facendo l’attore per sceneggiati televisivi, spot tv e film per il cinema. Ho lavorato con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Paolo Villaggio, Lando Buzzanca, Mariangela Melato, Vittorio de Sica e tanti altri. Quindi, poi, mi doppiavo da solo. Fu così che ho conosciuto questa branca dello spettacolo. Un lavoro fatto dietro le quinte dove non serve un bel visino per recitare ma serve davvero il talento! Studi veri e propri non ne ho fatti, all’epoca non erano proprio immaginabili le scuole di doppiaggio perciò ho imparato … sul campo, grazie alla pazienza e alla professionalità di bravi direttori di doppiaggio come Fede Arnaud, Lidia Simoneschi, Willy Moser, Rino Mencuccini, Carlo Baccarini.
Hai lavorato da giovanissimo nella serie di Goldrake, cosa ricordi di quell'esperienza?
Quando nel 1977 mi scelsero per doppiare Mizar, il bambino amico di Actarus nella serie di “Goldrake” avevo quattordici anni. Erano già molti anni che facevo il doppiatore ma fu un periodo molto intenso per me perché iniziavo a doppiare dei protagonisti, dopo la giusta gavetta. All’inizio era una serie di disegni animati che non mi piaceva. In sala di doppiaggio si aveva la copia in bianco e nero e non si riusciva a capire a pieno la novità delle storie Giapponesi. Quando poi lo vidi in TV, a colori, me ne innamorai subito! Fino a quel momento si conoscevano solo i cartoni Disney un po’ manicheisti dove i buoni e i cattivi erano nettamente distinti: gli Anime hanno rotto questa tradizione! Qui l’eroe soffriva, piangeva e addirittura poteva anche commettere errori. Inoltre la regia era dinamica e veloce, al passo coi tempi se non addirittura innovativa! E infatti “Goldrake” ha generato un gusto e un’identità nelle generazioni dell’epoca che dopo trent’anni ancora rimane.
Hai un aneddoto in particolare da raccontarmi?
Io ricordo che uscivo da scuola ( frequentavo il Liceo artistico ) e correvo in sala di doppiaggio dove vedevo Romano Malaspina ( Actarus) che col suo stile corteggiava ogni ragazza che incontrava oppure Rosalinda Galli ( Venusia) che si truccava con marchingegni strani per arricciarsi le ciglia che parevano strumenti di tortura! Quando dopo tre anni la serie finì eravamo tutti tristi.
Ti aspettavi un impatto così grande sul pubblico dell'epoca? Come l'hai vissuto?
No, non me l’aspettavo proprio. Nessuno di noi se lo aspettava. Io credo che il successo si debba , in parte, anche al cast delle voci che tutt’ora è nei ricordi degli appassionati. A scuola tutti volevano sapere in anteprima l’evoluzione degli episodi e io ci facevo bella figura, essendo parte del cast di doppiaggio della serie!
Recentemente sei tornato a lavorare per questa mitica serie, com'è stato tornarci dopo 30 anni con la maggior parte del cast invariato?
Una bellissima sensazione! Strana la vita, no? Ero piccolino e dovevo salire sul panchetto per doppiare e ora sono dall’altra parte del vetro a dirigere , in parte, gli stessi doppiatori che aiutarono me all’epoca. Dal 1993 sono diventato un direttore di doppiaggio a tempo pieno perciò Federico Colpi della d/visual mi ha contattato per dirigere il nuovo doppiaggio per l’edizione in DVD di “Goldrake”. Sono passati trent’anni e alcuni doppiatori _ ahinoi_ non ci sono più e parte del cast dei protagonisti ora è diverso. Io stesso, per esempio, non doppio più il piccolo Mizar! Sarei patetico: non ho più l’età!
Cosa ne pensi delle critiche dovute alla mancanza del doppiaggio storico nei DVD?
Il mondo dell’editoria dei DVD è complicato! Per anni la colonna sonora Italiana della serie sembrava scomparsa, poi ci fu chi ne accampava i diritti ma alla fine la d/visual ne è venuta a capo. Ma per ora il vecchio doppiaggio manca! Io capisco l’effetto “nostalgia” da parte degli appassionati legati a un doppiaggio che, nonostante varie inesattezze e grossolanità, è il simbolo dei giorni dell’infanzia passata ma la nuova edizione, fedele all’originale Giapponese, non è affatto una ciofeca, anzi: oggettivamente è di qualità superiore! Anche perché ora il cartone animato è trattato con la serietà che gli spetta, non più come un divertimento per bambini dell’asilo. I tempi cambiano e a volte cambiano in meglio!
Qual è il personaggio tra i tanti che hai doppiato che ti è rimasto più nel cuore?
Sicuramente Eros di “Pollon” e ultimamente anche Krusty il clown dei Simpson. Ma anche il topino bianco Pinky ( Mignolo, in Italiano) della serie “Pinky & the Brain “ ( “Mignolo e Prof”). La mia voce la scelse Steven Spielberg in persona! Roba da vantarsi nei salotti “buoni” dell’alta società, insomma!
C'è qualche carattere che avresti voluto doppiare ma che non hai avuto la possibilità di fare?
Per un paio di volte sfiorai la possibilità di doppiare Jago, il pappagallo di Alladin della Disney , ma poi non se ne fece nulla. Stessa cosa per il pupazzo Uan di “Bim bum bam” ,il programma anni 80 di Italia 1. Mi sarebbe piaciuto dargli la voce! Fecero i provini in tutta Roma , ero rimasto in ballo solo io ma poi decisero di registrare tutto a Milano. Ma mi sarebbe piaciuto anche doppiare una qualsiasi serie o film con Pinocchio , che è una fiaba che adoro!
C'è un personaggio che ti ha dato particolari difficoltà per renderlo credibile?
Sicuramente Pinky il topolino bianco da laboratorio che fa da spalla comica al burbero Brain. Cercavo di adattarmi umilmente al suo doppiatore originale Americano, ovvero Rob Paulsen che è strepitoso!!! Una fatica perché la sua bravura è inarrivabile!
Qual è il genere che preferisci doppiare?
Non ho un genere preferito. Mi piace doppiare sia disegni animati che film o telefilm: l’importante è che il personaggio sia stimolante . Inoltre cambiare genere di tanto in tanto non è male! Ma indubbiamente per molti la mia voce particolare è indiscutibilmente legata ai disegni animati perché ne ho doppiati davvero parecchi! Però ho dato la voce anche al piccolo Nicholas de “ La famiglia Bradford” nella prima serie quando la loro mamma era ancora viva, ho doppiato “L’attimo fuggente” e altri film e telefilm. Ognitanto c’è aria nuova, insomma!
Da ex bambino cresciuto a pane e cartoni animati non posso non chiederti com'è stato doppiare Eros in Pollon!
Divertentissimo! Nell’originale Giapponese è meno buffo rispetto alla nostra edizione Italiana: a me piaceva recitare strepitando e brontolando proprio come faceva Eros per cui, pian piano, il personaggio l’ho fatto mio, doppiandolo in modo autonomo senza avere come punto di riferimento l’originale che aveva meno grinta. Renzo Stacchi, all’epoca direttore di doppiaggio della serie, ricorda che dovette convincere un po’ i funzionari della Fininvest ( ora Mediaset) ad utilizzare la mia voce particolare, ma poi tutti furono entusiasti. Inoltre le leggende mitologiche mi hanno sempre appassionato quindi il piacere di partecipare a un cartone animato di questo tipo è aumentato!
E i Puffi?
Le mie primissime letture di fumetti sono state proprio le storie dei Puffi sulle pagine del “Corriere dei piccoli”! Ho imparato a leggere con i folletti blu e Gargamella ,si può dire. Per cui quando venni contattato per doppiare la serie animata Americana ( Perché sappiate che esiste anche una breve serie di origine Belga in bianco e nero) ero contentissimo, non mi sembrava vero. Conoscevo a memoria tutte le prime avventure e spesso ho suggerito i nomi da dare . Infatti nella prima serie i nomi dei Puffi erano…in Inglese! Il mio personaggio veniva chiamato Clumsey ma poi venne cambiato in Tontolone, anche se nei fumetti io lo avevo conosciuto come Puffo Tardone. Tempo dopo ho doppiato anche un secondo Puffo: Pittore. Questo l’ho ereditato da Simona Izzo che lo aveva doppiato nella prima serie , prima di rallentare il suo impegno nel doppiaggio per dedicarsi alla sceneggiatura di film.
Dai primi anni 80 ad oggi come e quanto è cambiato il mondo dei doppiatori?
Com’e naturale e come avviene in tutte le cose in trent’anni cambiamenti ci sono stati . Una volta il mondo del doppiaggio era una casta chiusa e sconosciuta ai più ma ora questo è solo un luogo comune perché i media ( giornali, tv, Internet) affrontano spesso l’argomento “doppiaggio” con interviste ai doppiatori o reportage in sala di registrazione. Non a caso sono nati decine e decine di forum, blog o siti Internet dedicati al mondo dei doppiatori. E io spesso mi ritrovo almeno uno o due ragazzi esordienti al giorno che mi chiedono un provino per cercare di iniziare a fare questo mestiere! Inoltre ( sarà lo specchio dei tempi?) l’ambiente è diventato una giungla feroce dove sopravvive il più furbo, il più cinico, il più spietato. Lotte intestine economiche e di potere che il castello di Lucrezia Borgia pare Disneyland! Per tacere di giovani doppiatori che si prostituiscono pur di avere il loro quarto d’ora o più di celebrità! Negli anni 80 a causa dell’enorme mole di lavoro data dalle tv private si lavorava tantissimo e a ritmi incessanti e la qualità non sempre era assicurata, ma anche ora_ in certi casi _ la fretta è sovrana per poter guadagnare di più. Sono meccanismi complicatissimi da spiegare dove non sempre è facile individuare un vero responsabile ( Perché nel doppiaggio ci sono catene di lavorazione che spesso si intersecano). E le tariffe attuali non sono affatto paragonabili a quelle di allora dove bastava poco più di un mese di lavoro per comprarsi un automobile! Adesso se va bene ti ci compri uno skate! Tuttavia ora c’è più gente simpatica e meno snob, anche nelle produzioni “minori” c’è meno approssimazione, in linea di massima ( ma non sempre) ci sono approcci diversi, più maturi, verso il prodotto “cartone”, soprattutto da quando negli anni 90 sono nate società che importano e editano DVD Giapponesi destinati a un segmento preciso di pubblico di appassionati che è giustamente esigente sulla qualità del prodotto. Ma anche qui poi intervengono fattori economici che mandano tutto a rovescio. A volte. In più, in questi ultimi anni, c’è più visibilità verso gli attori doppiatori ed è piacevole essere intervistati dalla tv o su..Internet!
Con il tempo sei diventato anche un bravissimo direttore del doppiaggio: com'è dover coordinare tante persone?
Nel campo dei cartoni animati la nomea di “bravo” l’ho guadagnata sia per l’esperienza accumulata nel doppiaggio sia perché sono stato il primo a trattare il doppiaggio dei cartoni tv come se fosse un film cinematografico, servendomi di voci di attori che si sentivano quasi esclusivamente al cinema e scegliendo le voci adattandole alla psicologia del personaggio da doppiare. Ora sembra normale ma fu una cosa inusuale per l’epoca! Mi vedevano come un povero pazzo. Ma da questo modo di doppiare sono nati dei beniamini del pubblico come Massimilano Alto ( la voce di Ranma), Stella Musy, Federica De Bortoli e tanti altri. Beninteso: facevano già doppiaggio e lo facevano benissimo ma non erano mai stati impiegati in maniera seria nei cartoni animati. Il direttore di doppiaggio è proprio come un regista: si vede il film, lo studia, sceglie i suoi attori e in sala di doppiaggio racconta la storia e spiega il loro personaggio. Richiede un’abilità e una tensione non indifferente. Dico sempre che fare il direttore è un po’ come fare il maestro d’asilo e lo psicologo! Ogni doppiatore è un mondo a sé e coordinare tutto non è facile. Ma forse è proprio questo il bello!
Preferisci doppiare o dirigere?
Sono preferenze che vanno a cicli: a volte preferirei tornare davanti allo schermo in modo più continuo, a volte no. Ma in definitiva direi proprio che preferisco dirigere.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Vivere di rendita e starmene tutto il giorno a vedere DVD e a leggere fumetti. Oppure aprire una casa editrice di fumetti. O andare ad abitare a Parigi. O su qualche spiaggia sotto al sole! O imparare a stirare meglio le camicie!
Manca ancora tanto a Shin Jeeg?
Siamo in attesa del materiale dal Giappone. Noi saremmo anche pronti a doppiare ma complicati diritti e richieste del Sol Levante ci fanno ritardare questo nostro sano proposito. Quello che molti non sanno è che ci sono tante e tali dinamiche nel mondo del doppiaggio che neanche si immaginano!
Dici che riuscirete a coinvolgere il grande Romano Malaspina per Hiroshi?
Certamente! Già collabora con noi in “Goldrake” per cui il problema non si pone neanche.
Se avrai un figlio gli farai vedere i cartoni animati?
In questi anni è stata data un'enorme importanza alla televisione, accusandola di ogni sorta di guai o di impatto culturale. E' anche vero, ma non esageriamo! Io da piccolo stavo spesso davanti alla tv e i miei genitori mi lasciavano completamente solo a guardare ogni sorta di programmi. Se in un telefilm vedevo un'assassinio sapevo che era finzione e nè mi turbavo se vedevo un bacio tra uomini, tanto per dire.
Poi però integravo il tutto leggendo libri, visitando mostre d'arte, andavo al cinema, giocavo con i miei coetanei. Non sono diventato bacchettone, razzista o violento criminale!
Perciò se avrò un figlio gli farò vedere ogni sorta di cartoni animati, e non solo. Sono sicuro che avrà l'intelligenza necessaria per goderseli a pieno. E magari integrerò la tv con libri e chiacchierate!
Qual'è il doppiatore che ricordi di più?
E' Willy Moser, l'indimenticabile voce di Kermit la rana del Muppets Show degli anni 80. Era un doppiatore bravo e sensibile dalla voce particolare ma ha anche diretto tantissimi cartoni animati ( Peline, Juni Peperina Inventatutto, Mila e Shiro, ecc...). Ho iniziato con lui a doppiare tanti Anime!
Non tutti sanno che oltre a un bravissimo doppiatore sei anche un fumettista. Ti va di parlarmene?
Quella del fumetto è una passione che ho fin da quando era bambino: da prima che imparassi a leggere e da prima che iniziassi a fare doppiaggio. Infatti ho casa piena stracolma di riviste e libri a fumetti di ogni Nazione. Italiani, Giapponesi, Americani, Spagnoli ma il mio preferito è il fumetto Franco-Belga! Ho imparato a disegnare grazie alle storie di Soldino, Geppo e Topolino ma anche grazie ai Puffi e a Popeye. Me ne stavo a casa a riempire pagine e pagine di disegni, inviavo storie alle case editrici, girovagavo per le tante fiere di fumetti sparse per l’Italia e dopo tanti anni ci fu chi mi diede fiducia. Francesco Coniglio, che ora ha l’omonima casa editrice, mi permise di realizzare il mio sogno e grazie a lui ho iniziato a disegnare fumetti di ogni sorta: illustrazioni e storie per ragazzine, fumetti porno, storie umoristiche…fino ad arrivare a collaborare con il mensile “Lupo Alberto” e “Topolino” della Disney. Per anni, poi, all’interno della rivista “Cattivik” veniva ospitata una mia serie a fumetti intitolata “Horror Fix”. Ora i ritmi intensi del doppiaggio non mi permettono di dedicarmi al fumetto come vorrei. Ma il mio più grande desiderio è tornare a disegnare! E prima o poi……
Che consigli daresti alle persone che vorrebbero intraprendere il tuo stesso lavoro?
Darei i soliti consigli che si danno : non prendere questo mestiere sottogamba perché è difficile e spietato. Non serve solo una vocina accattivante. Serve il talento, la bravura. Ma anche tanta fortuna e le giuste conoscenze non sono da sottovalutare. E’ avvantaggiato chi inizia da bambino o fa già il mestiere dell’attore , per gli altri consiglio una scuola di dizione, poi una scuola di recitazione e eventualmente un corso di doppiaggio per capire come funziona la tecnica di questo mestiere. Ovviamente tutto questo non garantisce un lavoro. Cosa si fa dopo, allora? Inizia la lunga gavetta! Fatta anche di anni. Se avete la pazienza, la costanza e la determinazione per cimentarvi in questo lavoro, accomodatevi ! Io trovo che sia un lavoro bellissimo e stimolante dove, ovviamente, ci sono dei lati negativi. Non è un tranquillo lavoro come fare il commesso alla Standa ma indubbiamente è più vivace!
Ti ringrazio ancora tanto per l'attenzione concessami, a presto Fabrizio!
"L'egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano a quel modo che noi vogliamo. L'altruismo consiste nel vivere e lasciar vivere". Oscar Wilde